Un giorno guardando I Simpson ho scoperto che Homer a proposito del francese ha detto che gli piaceva per via del dividere tutto in maschile e femminile. Io ho studiato, e molto male, il francese e ho scoperto subito che lo studio delle lingue è per me molto difficoltoso. Non avendo studiato l’inglese non mi ero accorto che “Homer” non divide in maschile e femminile.
Qualcuno mi può spiegare perchè la lingua italiana ha diviso in maschile e femminile? Se gli inglesi si capiscono usando parole unisex perchè noi abbiamo modificato questa cosa? Quale vantaggio ne abbiamo tratto? Mia sorella che studia il latino mi ha detto che i primi sono stati i latini per femminilizzare i nomi delle piante, che facendo un frutto venivano visti come una femmina.
Non sono però interessato a sapere il perché è stata fatta questa scelta. Sono interessato a sapere quale vantaggio ha la lingua a dire “LA porta” e “IL portone”, “IL muro” “LA mura”. A parte che esistono delle piccole differenze di significato, nel senso che una porta non è un portone, vorrei capire perché una porta è femminile e un portone è maschile. Non è una questione di dimensioni, perché le mura di un castello sono sicuramente più grandi dei muri di una casa.
Abbiamo modificato gli articoli, gli aggettivi, il finale dei nomi, i verbi persino. PERCHE’??
A quale scopo dividere le parole in maschile e femminile?
E’ pensabile una decrescita della lingua? Una semplificazione?


e che dire dei verbi?
Abbiamo l’indicativo presente, il passato prossimo, il trapassato prossimo, l’imperfetto, il passato remoto, il trapassato remoto, il futuro semplice, il futuro anteriore, il congiuntivo semplice, il congiuntivo imperfetto, il congiuntivo passato, il congiuntivo trapassato, il condizionale semplice, il condizionale passato, il gerundio, il participio e l’imperativo.
E forse ne ho dimenticato qualcuno.
In molte lingue come l’inglese (e lo svedese, che ho studiato) bastano 2 o 3 tempi verbali. Addirittura in svedese il passato si pronuncia come il presente (ma si scrive con un -de finale). Eppure si capiscono lo stesso.
L’unica alternativa che abbiamo è cominciare a parlare abitualmente una lingua straniera. Esperanto compreso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperanto
Sarebbe più facile decidere di parlare l’inglese e abbandonare l’italiano. Sì, lo dicono tutti ormai. L’italiano sta morendo e subisce una fortissima influenza dall’esterno. Secondo me poi, un italiano vero e proprio non esiste nemmeno. Scriverlo, parlarlo, nella burocrazia, in un libro, a volte non sembra nemmeno un’unica lingua. Ci sarebbe tanto da dire. Ma io voglio una risposta seria: a cosa serve dividere in maschile e femminile?